La Storia ci insegna che aprire le braccia a dei bambini in qualunque tempo e in qualunque luogo del mondo, può solo arricchire, eppure...
 

Riportiamo per intero l'articolo di Valerio Neri Direttore Generale di Save the Children Italia, in merito alle prossime decisioni del Consiglio Europeo sui migranti...

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Anche Malala Yousafzai è scappata dal suo Paese.
Se tra i bambini in fuga ci fosse un Nobel come lei?

C'era una volta un ragazzina che, a undici anni comincia a raccontare le violenze e i soprusi subiti dalle donne nel suo paese su un blog. A 15 anni, mentre si trova sull'autobus che la riporta a casa da scuola, viene colpita alla testa da una scarica di proiettili. L'attentato viene rivendicato da un gruppo di talebani, perché lei .. è il simbolo degli infedeli e dell'oscenità. Un ospedale di Birmingham si offre di curarla, lei sopravvive, ma non potrà mai più tornare a casa. L'Inghilterra diventa così la sua patria di adozione. Il 10 ottobre 2014 quella ragazzina è stata insignita del premio Nobel per la pace.

Questa è la storia di Malala Yousafzai, che con il suo coraggio e le sue parole ha dato voce a ogni donna, ogni bambino, per reclamare i suoi diritti. È la storia di una bambina che è dovuta fuggire dal Pakistan, dove in prima persona ha dovuto subire la violenza degli estremismi. Malala è stata accolta da un Paese che si è preso cura di lei e che ha dato al mondo la possibilità di ascoltare le sue parole, il suo grido. Il mondo si è indignato di fronte alla sua storia e al suo dolore e le porte dell'Europa si sono aperte.

Cosa ne sarebbe stato di Malala se l'Inghilterra non l'avesse accolta? Quale sarebbe stata la sua storia? Cosa sarebbe successo se il mondo non si fosse indignato? Sono quasi 6000 i bambini e adolescenti - di cui 3830 minori non accompagnati - che dall'inizio dell'anno sono arrivati in Italia e che come lei scappano da guerre, violenze e persecuzioni Ma la storia per questi bambini potrebbe essere diversa, perché oggi l'Europa potrebbe chiudere loro la porta in faccia. A Bruxelles si stanno infatti riunendo i leader dell'Unione, con l'obiettivo di decidere quale sarà il futuro di questi bambini. Ventisette paesi per oltre 500 milioni di abitanti, ma per quei 6000 potrebbe non esserci posto. Poche centinaia di bambini per ogni nazione, in un continente in cui le previsioni di crescita della popolazione sono tutte al negativo.

Eppure di fronte anche ai bambini, si erigono muri, fisici e politici, perché di loro abbiamo paura. Noi europei che più di 25 anni fa abbiamo pianto di commozione quando abbiamo visto il Muro crollare e gli abitanti di Berlino riabbracciarsi, abbiamo il dovere morale di indignarci di fronte a dei leader politici che vogliono chiudere la porta in faccia a dei bambini. Oggi il Consiglio europeo si assume la responsabilità di dare la sua risposta ora e subito sul tema dell'accoglienza, dovrà decidere da che parte stare e assumersi la responsabilità di quello che da domani sarà il futuro di questi bambini. Dovrà decidere se dare loro una possibilità e lasciare che possano contribuire alla crescita dell'Europa. Per Malala c'è stato il lieto fine. Per questi bambini il finale si decide oggi. La Storia, quella con la "S" maiuscola, però, ci insegna che aprire le braccia a dei bambini in qualunque tempo e in qualunque luogo del mondo, può solo arricchire. Qualunque altro finale verrà scritto, renderebbe tutti più poveri.

Valerio Neri
Direttore Generale di Save the Children Italia

Pubblicato: 25/06/2015 su HuffingtonPost - Espresso

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